
Un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Dipartimento di Medicina Sperimentale e del Centro di Ricerca in Neurobiologia Daniel Bovet CRIN della Sapienza Università di Roma ha scoperto un sofisticato cross-talk tra 2 meccanismi chiave che regolano l’espressione dei nostri geni: la metilazione del DNA e i microRNA. Questo “dialogo molecolare”, descritto su Alzheimer's & Dementia, controlla in modo diretto la produzione della proteina beta-amiloide, il cui accumulo nel cervello sotto forma di placche senili è considerato l'evento più rilevante della patologia. Per decenni, la ricerca sull'Alzheimer si è concentrata principalmente su come eliminare le placche di beta-amiloide, con molti farmaci progettati a tale scopo rivelatisi poi inefficaci negli studi clinici. Da qui la crescente attenzione rivolta ai meccanismi posti “a monte”, ovvero su sulla regolazione e produzione di questa proteina, che risulta “tossica” ma al contempo riveste un ruolo fisiologico. La beta-amiloide è prodotta da 2 enzimi, delle vere e proprie “forbici molecolari”, che “tagliano” una proteina precursore più grande. Questi enzimi sono codificati dai geni PSEN1 e BACE1. Il gruppo di ricerca coordinato dal prof. Andrea Fuso, aveva già dimostrato in passato che la produzione di PSEN1 poteva essere ridotta attraverso un meccanismo epigenetico noto come metilazione del DNA. La metilazione agisce come un interruttore: quando un gruppo chimico (metile) viene aggiunto al DNA, il gene viene “silenziato”. Restava tuttavia da chiarire come venisse regolato BACE1, l'altra forbice molecolare fondamentale.

















