
Secondo i dati più recenti, 1 bambino su 36 rientra nello spettro autistico. E se cresce in ambito scientifico la sensibilità su questi temi, spesso la preparazione del personale clinico non è ancora adeguata alle esigenze delle persone autistiche. L’occasione per un confronto su questi temi sarà la conferenza La Qualità delle Cure nel Disturbo dello Spettro Autistico: Difficoltà Attuali e Prospettive Future, promossa dall’Associazione ScopriAMO l’Autismo e accolta dal prof. Vincenzo Di Lazzaro, preside della Facoltà Dipartimentale di Medicina e Chirurgia, Università Campus Bio-Medico di Roma. L’evento, ospitato nell’Aula Magna dell’Università, è un momento di formazione per gli studenti e di informazione aperto al pubblico, in programma per mercoledì 02 aprile 2025, dalle ore 09:00 alle 11:30.
“C’è la necessità di fornire ai medici di domani una formazione più ‘olistica’”, afferma Andrea Rossi, amministratore delegato e direttore generale UCBM, che introdurrà i lavori della conferenza. “Il nostro Ateneo sostiene il percorso dei propri studenti con un progetto di formazione integrale, curandone non solo le competenze tecniche e scientifiche ma anche quelle umane, che fanno davvero la differenza: empatia, ascolto, comprensione. Occasioni come questa sono preziose per la maturazione dei nostri studenti, e noi come UCBM siamo sempre disponibili a collaborare con realtà serie come l’associazione ScopriAmo l’autismo.”
Il seminario nasce dal desiderio di stimolare una riflessione profonda e aggiornata su una condizione sempre più diffusa, ma ancora troppo poco compresa all’interno dei contesti clinici e formativi, spiegano gli organizzatori, che sottolineano quanto sia necessario quindi “colmare il divario esistente tra la sempre crescente consapevolezza scientifica rispetto al disturbo dello spettro autistico e la preparazione della classe medica, non sempre conseguente”, come evidenziato – ricordano ancora – da un articolo del New England Journal of Medicine pubblicato a dicembre 2024, intitolato Providing Effective Medical Care to Autistic People, dal quale emerge come l’autismo sia ancora poco conosciuto da molti operatori sanitari, con ripercussioni dirette sulla qualità delle cure erogate.
“La partecipazione alla conferenza di studenti provenienti dai corsi di Medicina, Infermieristica e Odontoiatria dell’Università Campus Bio-Medico di Roma – viene ribadito – lancia a tutti un messaggio importante: consapevolezza e competenza si coltivano sin dai banchi universitari, dove si formano i Professionisti di domani, a cui già da oggi bisogna offrire una panoramica scientifica aggiornata, ma anche uno spazio di ascolto e confronto con chi vive l’autismo in prima persona.”
In occasione dell’evento, confermata la presenza dell’on. Ylenia Lucaselli; nel corso dei lavori della mattinata, la dott.ssa Barbara Manzi, neuropsichiatra infantile, illustrerà le ragioni per cui l’autismo resta un disturbo ancora poco compreso nella sua complessità clinica; la dott.ssa Claudia Di Giulio, psicologa e psicoterapeuta, esporrà le difficoltà cognitive e sociali delle persone nello spettro; la dott.ssa Valentina Catapano, terapista della neuropsicomotricità, approfondirà gli aspetti legati alla rigidità comportamentale e alla sensibilità sensoriale. Spazio anche alla pratica nelle strategie di adattamento ambientale più efficaci, con l’intervento del pedagogista Adriano Antonini, che discuterà dell’importanza delle strategie visive e della comunicazione aumentativa alternativa CAA per facilitare l’interazione e la comprensione nei contesti quotidiani. Vittoria Sparagna, giovane laureata in Scienze Politiche e persona autistica, offrirà la propria importante testimonianza sulla percezione di salute e malattia dal punto di vista di chi vive ogni giorno la condizione dello spettro, fondamentale per comprendere la reale efficacia – o inefficacia – dei modelli clinici e sociali adottati finora.
La prospettiva adulta dell’autismo verrà affrontata dalla dott.ssa Martina Pelle, psichiatra e psicoterapeuta, che porterà l’attenzione sulla fase dell’età adulta, segnata da sfide diagnostiche ancora più complesse e da una scarsità di risorse e percorsi terapeutici strutturati. L’intervento conclusivo sarà invece a cura dell’on. Paola Binetti, neuropsichiatra infantile, con una riflessione sullo stato attuale delle politiche sanitarie legate all’autismo e sulle prospettive future, anche alla luce delle nuove evidenze scientifiche e dell’evoluzione del dibattito pubblico.
“L’evento non vuole solo informare, ma soprattutto creare cultura. Perché solo attraverso una formazione realmente inclusiva, che tenga conto della voce delle persone autistiche e delle nuove sfide cliniche e sociali, è possibile costruire un sistema sanitario più equo, competente e umano. In questo senso – concludono gli organizzatori – la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo rappresenta molto più di una ricorrenza: è un’occasione concreta per attivare il cambiamento.”

















