Cernobbio School 2025, Fontana: “Per una presa in carico efficace, serve Medicina del territorio organizzata e integrata con Specialisti ospedalieri”

“L’innovazione farmacologica, la medicina digitale e le nuove tecnologie possono supportare il Sistema Sanitario nell’attuale contesto dove benessere e aspettativa di vita sono aumentate”, dichiara il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla Cernobbio School 2025 di Motore Sanità, dal titolo a Una Comunità Che Cura: dall’Idea all’Azione. “L’innovazione supporta ma non sostituisce l’apporto umano per limitare gli eccessi di prestazioni e l’aumento della domanda. Occorre una Medicina del territorio organizzata, multidisciplinare e integrata con gli Specialisti ospedalieri, capace di sfruttare le tecnologie per il monitoraggio a distanza, soprattutto, per la presa in carico del paziente cronico.”

“Questo il motivo per cui uno degli aspetti più rilevanti è la valorizzazione del ruolo dei Medici di Medicina Generale, con la riforma della loro formazione presso le Università e gli stipendi in fase di specialità equiparati a quelli di tutti gli altri Medici”, prosegue Fontana. “Senza la loro presenza nelle Case di Comunità, insieme con gli altri Specialisti, rischiamo di perdere le risorse stanziate dal PNRR e soprattutto continuare a sovraccaricare i Pronto Soccorso.”

“Per garantire accessibilità e sostenibilità del sistema, occorre uno sforzo programmatorio”, afferma ancora Fontana. “Il Governo ha invertito la rotta dei tagli alla spesa sanitaria – afferma – ma per individuare ogni margine di efficientamento e razionalizzazione, anche i professionisti della salute devono avere un ruolo nel promuovere appropriatezza e ridurre ricoveri o prestazioni improprie.”

“Il riparto del Fondo Sanitario Nazionale 2024 ha destinato a Regione 1,1miliardi in più rispetto al 2023. Occorre maggiore flessibilità nel gestire le risorse, per cogliere i benefici dell’innovazione, dal trasferimento tecnologico anche a vantaggio della filiera life science. Una riforma della Sanità nel suo complesso – conclude – deve guardare a una maggior territorializzazione delle risposte, in campo scientifico e anche medico.”