
L’UOC di Microbiologia e Virologia dell’AOU di Padova, Laboratorio di Riferimento Regionale per la Diagnostica Arbovirosi e Laboratorio di Riferimento dell’Unione Europea per finalità di Sanità Pubblica sui Patogeni Virali Trasmessi da Vettori (EURL-PH-VBV, European Union Reference Laboratory for Public Health on Vector-Borne Viral Pathogens) ha confermato, nelle ultime giornate, un terzo caso autoctono di chikungunya in un uomo di 69 anni residente nel comune di Verona. L’indagine epidemiologica avviata dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda ULSS 9 ha consentito di individuare rapidamente i luoghi di possibile esposizione alla zanzara infetta, identificati in un’area al confine tra i comuni di Negrar di Valpolicella (VR) e Verona, già sottoposti a interventi di disinfestazione straordinaria nei giorni immediatamente successivi alla segnalazione.
Sono inoltre in fase di completamento gli interventi di disinfestazione nell’area di residenza di quest’ultimo caso. L’uomo, con sintomi insorti l’08 agosto 2025 (febbre, rash cutaneo, dolori articolari), era stato segnalato dal Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona nell’ambito del rafforzamento della sorveglianza dei casi sospetti nel territorio. Sono in corso le analisi molecolari utili per verificare se sussista un collegamento con i casi precedenti.
Nell’ambito dell’indagine epidemiologica su possibili casi sospetti, è stata prevista anche l’esecuzione di test sierologici per la ricerca di anticorpi specifici contro il virus, utili a ricostruire l’eventuale presenza di infezioni pregresse nell’area interessata in soggetti che hanno avuto sintomi compatibili con la malattia. I risultati di tali analisi rientrano nell’attività di sorveglianza prevista e saranno comunicati appena disponibili.
“Regione Veneto mantiene un monitoraggio continuo della situazione in stretta collaborazione con l’Azienda ULSS 9, il Dipartimento di Malattie Infettive/Tropicali e Microbiologia dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria - Negrar di Valpolicella, il Laboratorio di Riferimento Regionale LRR dell’Azienda Ospedale Università di Padova, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie IZSVe”, affermano i tecnici della Direzione Prevenzione.
La chikungunya non si trasmette da persona a persona, ma esclusivamente attraverso la puntura di zanzare del genere Aedes infette. È importante mantenere comportamenti di prevenzione per ridurre il rischio di punture di zanzara – conclude la Regione – come l’uso di repellenti cutanei anche durante il giorno, l’installazione di zanzariere alle finestre e porte e l’eliminazione delle raccolte di acqua stagnante dove le zanzare possono riprodursi.

















