
L’esperienza dei Medici Cubani in Calabria si sta caratterizzando per un lento ma continuo abbandono dei Medici del Sistema Sanitario: dopo 1 anno, stando a interrogazioni regionali di fine luglio 2025 al presidente Occhiuto e a quanto riportato da organi di stampa locale, 127 Medici su 497 avrebbero lasciato il Ssr: alcuni si sarebbero resi irreperibili, non rientrando dalle ferie e andando a lavorare in Spagna; altri avrebbero scelto Strutture convenzionate; altri ancora lavorerebbero solo nel privato.
Nonostante questo precedente, Marche e Molise hanno aperto le porte ad altri Medici provenienti da Cuba. Se da una parte tutto questo può essere utile per far fronte all’emergenza delle urgenze sanitarie (Pronto Soccorso e 118); dall’altra, se si vuole che questi professionisti rimangano nel Sistema Sanitario delle singole Regioni, occorrerà probabilmente rivedere le norme contrattuali: come risulta dall’interrogazione del consigliere regionale calabrese PD Ernesto Francesco Alecci, e già sottolineato da diversi organi di stampa locale, “l’accordo firmato nel 2022 con la società cubana Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos S.A. prevedeva l’arrivo di 497 Medici; al maggio 2025 ne risultavano circa 370 in servizio, ma i casi di abbandono continuano a moltiplicarsi.” Per Alecci, le cause sarebbero molteplici, a cominciare da quelle economiche: “Le condizioni contrattuali prevedono un compenso lordo di circa 4.700 euro, di cui solo 1.200 euro sono effettivamente percepiti dal Medico. Al tempo stesso – dichiara – riteniamo fondamentale che si giunga a un accordo Stato-Regioni che disciplini con chiarezza i requisiti del personale sanitario proveniente dall’estero. È una misura necessaria per garantire la qualità delle cure, la sicurezza dei pazienti e la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza, che rappresentano il cuore della Sanità pubblica.”















