“Donne ‘più competenti’ degli uomini nella gestione dei piccoli disturbi”

Si è svolta nei giorni scorsi a Roma, presso la sede APCO di Palazzo Lante, la conferenza stampa promossa dall’Associazione Nazionale Farmaci di Automedicazione Assosalute, parte di Federchimica, dal titolo Salute della Donna: Educazione, Prevenzione e Consapevolezza. Un momento di confronto, spiegano gli organizzatori, tra Istituzioni, ricerca, professionisti e rappresentanze civiche per riflettere sul ruolo centrale delle donne nella gestione quotidiana della salute e sul valore dell’automedicazione responsabile nella cultura sanitaria del Paese.

DONNE PIÙ ESPOSTE AI DISTURBI, MA ANCHE PIÙ COMPETENTI NELLA GESTIONE DELLA SALUTE

I dati del Rapporto Assosalute-Censis Donne e Automedicazione Responsabile hanno evidenziato una realtà chiara: il 93,9% delle donne ha sofferto di almeno 1 piccolo disturbo nell’ultimo anno, e il 75,7% di almeno 2. Una maggiore esposizione rispetto agli uomini che non si traduce in fragilità ma in esperienza e capacità. Convivendo più frequentemente con questi disturbi, le donne sviluppano una conoscenza più approfondita della propria salute e una maggiore capacità di gestione quotidiana dei farmaci di automedicazione, rileva l’analisi.

IL PESO DEI DISTURBI SULLA QUALITÀ DELLA VITA FEMMINILE

I piccoli disturbi incidono concretamente sulla vita delle donne: oltre la metà dichiara un impatto negativo sulla qualità della vita. A questo si aggiunge il tema dei dolori mestruali, che riguardano il 91,8% delle donne. Essi incidono negativamente nel 71% dei casi, confermando come il benessere femminile sia ancora oggi condizionato da fattori spesso sottovalutati nelle politiche sanitarie.

I FARMACI DI AUTOMEDICAZIONE

L’automedicazione, attraverso il ricorso ai farmaci da banco, si è confermata una risorsa fondamentale, con il 78,8% delle donne che vi ha fatto ricorso. Grazie a questi strumenti terapeutici, le donne hanno trovato risposta al bisogno di cura, riuscendo a mantenere attive le proprie responsabilità personali, familiari e professionali; per quasi l’80%, i farmaci di automedicazione rappresentano un aiuto concreto nella quotidianità.

Il dato più rilevante riguarda la qualità dell’approccio femminile alla salute e alla cura di sé e dei propri cari. In particolare, le donne dimostrano livelli elevati di consapevolezza: il 93,1% legge il foglietto illustrativo; il 90,3% controlla le scadenze; l’88,2% si rivolge al Medico se il disturbo non passa.

L’utilizzo di chatbot AI per ottenere informazioni su piccoli disturbi e farmaci di automedicazione rappresenta un nuovo terreno di confronto tra uomini e donne. I dati mostrano infatti che il 47,5% delle donne ricorre all’AI (il 10% regolarmente e il 37,5% saltuariamente), a fronte del 51,9% degli uomini (16,7% regolarmente e 35,2% di tanto in tanto), con una differenza di -4,4 punti percentuali. Un divario che si approfondisce quando si passa alla dimensione della fiducia: tra chi utilizza questi strumenti, il 64% delle donne dichiara di avere fiducia nell’AI (6,6% molta, 57,4% abbastanza), contro il 76,7% degli uomini (11,7% molta, 65% abbastanza), con uno scarto di -12,7 punti. Anche in questo caso emerge un approccio femminile più prudente e selettivo: l’AI viene utilizzata come supporto informativo, ma senza rinunciare alla valutazione critica e al confronto con professionisti della salute, confermando un atteggiamento nell’approccio alla salute maturo e moderno, che integra tecnologia e responsabilità. Tale attenzione non è dettata dal timore ma rappresenta una forma concreta ed evoluta di empowerment sanitario: la capacità di scegliere in modo informato, di gestire in autonomia ciò che è appropriato o se necessario, con il supporto in prima istanza del Farmacista e poi del Medico di famiglia.