Bronchiectasie: “Terza patologia respiratoria cronica per frequenza. Circa 300mila i pazienti in Italia”

Con circa 300mila pazienti stimati in Italia, le bronchiectasie rappresentano la terza patologia respiratoria cronica per frequenza. Eppure, restano fortemente sotto diagnosticate, subendo ritardi clinici che possono toccare i 9 anni e frequenti scambi diagnostici con asma e BPCO. Per superare questa frammentazione, oltre 130 specialisti si sono riuniti a Milano per il II Congresso Nazionale delle Bronchiectasie BE-Italy 2026, definendo le linee guida per una gestione clinica omogenea e personalizzata. La patologia comporta una dilatazione anatomica irreversibile e permanente dei bronchi. Il conseguente deficit di clearance mucociliare provoca il ristagno di muco e catarro, innescando un circolo vizioso di infezioni batteriche croniche, infiammazione e riacutizzazioni ricorrenti (tra cui gravi polmoniti) che deteriorano progressivamente la funzionalità polmonare.

Il Congresso ha analizzato uno studio cruciale pubblicato sullo European Respiratory Journal e basato sul registro europeo EMBARC. I dati, relativi alla più ampia coorte italiana mai esaminata (1.657 pazienti in 18 Centri), rivelano tratti clinici specifici rispetto al resto del Sud Europa: i pazienti italiani mostrano una minore gravità della malattia, una minore produzione quotidiana di espettorato e una ridotta incidenza di infezioni da Pseudomonas aeruginosa (patogeno associato a prognosi peggiori). Il motivo? Un ricorso più diffuso e strutturato alla fisioterapia respiratoria.

Al centro dei lavori scientifici vi è stata l’implementazione delle nuove Linee Guida europee (fine 2025), orientata all’identificazione precoce dei fenotipi ad alto rischio e del cosiddetto deteriorating patient. La ricerca si sta muovendo verso l’integrazione di: biomarcatori e intelligenza artificiale per guidare la terapia personalizzata; modelli biologici condivisi con la fibrosi cistica, analizzando i meccanismi comuni di flogosi e infezione. Questo approccio multidisciplinare converge nella filosofia del one bronchiectasis, che punta a unificare le competenze specialistiche superando la gestione atomizzata del paziente.

Sul territorio, l’alleanza tra clinici e l’Associazione Italiana Bronchiettasie AIB punta a distribuire il Libro Bianco sulle Bronchiectasie per formare i Medici di Medicina Generale e far emergere il sommerso diagnostico. “BE-Italy non è stato solo un Congresso scientifico, ma una piattaforma condivisa per unire ricerca, innovazione e multidisciplinarità, costruendo la roadmap italiana delle prossime sfide cliniche”, dichiara il prof. Francesco Blasi, preside di Medicina all’Università degli Studi di Milano e presidente del Congresso. “Per la prima volta ragioniamo su dati reali per orientare la cura”, dichiara il prof. Stefano Aliberti, ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio presso Humanitas University, e presidente del Congresso. “La ‘fotografia’ dei pazienti italiani mostra l’efficacia della fisioterapia respiratoria nel contrastare il ristagno di muco nei bronchi dilatati.”

“Le bronchiectasie influiscono pesantemente sulla vita sociale, ma restano una malattia invisibile agli occhi degli altri”, afferma Donatella Nobile, presidente AIB. “Il Libro Bianco serve proprio a colmare il vuoto di conoscenza per una rapida e corretta presa in carico.”