
Nel 50% dei casi di infertilità di coppia, la causa può riguardare il partner maschile; le cause più frequenti sono costituite da infezioni della prostata, anomalie congenite e varicocele. È quanto è stato ribadito nel corso del VII congresso dell’Associazione Andrologi Italiani Ass.A.I., svoltosi a Genova il 27 e 28 marzo 2026. Negli ultimi 40 anni, la qualità del liquido seminale è diminuita in modo allarmante, tanto che attualmente il 7% della popolazione maschile a livello globale ha una riduzione della propria fertilità. Dunque non solo un problema medico ma anche sociale, interessando una fetta di popolazione così vasta. Dai dati del Ministero della Salute risulta che 1 Italiano su 3 è affetto da patologie di natura andrologica: il 27% dei soggetti di sesso maschile in età pediatrica presenta problematiche riproduttive, soprattutto criptorchidismo, varicocele, ipogonadismo, anomalie congenite del tratto genito-urinario; in età adulta, il 40% degli uomini risulta affetto da patologie andrologiche, in particolare infertilità, problematiche sessuali e malattie sessualmente trasmissibili.
PROSTATA E VESCICOLE SEMINALI
“La prostata e le vescichette seminali sono ghiandole dell’apparato genitale maschile”, spiega Valentina Catale, specializzanda del 3° anno della Scuola di Specializzazione in Urologia di Genova, diretta dal prof. Carlo Terrone. “La loro funzione principale è quella contribuire alla produzione del liquido seminale: infatti prostata e vescicole seminali sono strettamente correlate sia anatomicamente sia funzionalmente e contribuiscono al nutrimento degli spermatozoi.” È chiaro che malattie sessualmente trasmesse, o comunque infezioni della prostata, anche da germi comuni, patologie oggi in aumento soprattutto nei giovani, possono alterare le proprietà del liquido e quindi la capacità fecondante degli spermatozoi.
ANOMALIE CONGENITE
Le anomalie primarie dello sviluppo gonadico possono derivare da alterazioni cromosomiche e da mutazioni geniche. Tra le principali possiamo citare: sindrome di Klinefelter, sindrome maschile XX, ermafroditismo vero, vanishing testis e disgenesia gonadica. “Tra le malformazioni principali – continua Catale – citiamo: criptorchidismo (mancata discesa di 1 o entrambi i testicoli nello scroto); ipospadia (meato uretrale ectopico sulla superficie ventrale del pene) ed epispadia (meato uretrale sulla superficie dorsale del pene); le anomalie congenite andrologiche richiedono diagnosi precoce e gestione integrata.”
VARICOCELE
Per la prevenzione della fertilità attenzione al varicocele, caratterizzato dalla dilatazione delle vene del funicolo spermatico. Nel 92% dei casi, si presenta solo a sinistra e spesso, al tatto, le vene dilatate del funicolo, poste subito al di sopra del testicolo, specie da in piedi (ortostasi), vengono percepite come dei “vermicelli”. Il varicocele ha un’incidenza del 25-30% nella popolazione maschile; è quasi sempre asintomatico e rappresenta la causa più frequente di infertilità.
“Il varicocele è una delle principali cause di infertilità maschile”, dichiara la dott.ssa Sara Ciuffarella, specializzanda del 1° anno alla Scuola di Specializzazione in Urologia. “Infatti il reflusso venoso reno-spermatico determina una dilatazione delle vene del funicolo e quindi questo porta a un aumento della temperatura testicolare con conseguente ipossia e stress ossidativo, alterando lo spermatozoi che spesso non è più capace di fecondare.”
Quando nel corso della visita si sospetta il varicocele è necessario eseguire l’esame del liquido seminale (spermiogramma) e l’EcocolorDoppler dei testicoli e dei funicoli spermatici, per studiare la morfologia e le dimensioni del testicolo ma anche l’origine e la direzione del reflusso venoso, indispensabile, quest’ultimo, per decidere il tipo di intervento da eseguire.
“In caso di alterazioni della motilità, morfologia o riduzione del numero degli spermatozoi – prosegue Ciuffarella – è consigliabile l’intervento. In fase adolescenziale e fino ai 35 anni il miglioramento dei parametri seminali si ottiene in circa il 75% dei casi; qualora invece lo spermiogramma sia normale, è necessario un controllo annuale e provvedere alla sua correzione solo in caso di alterazione degli spermatozoi. In pratica, l’approccio deve essere individualizzato, con particolare attenzione ai pazienti giovani, nei quali il trattamento potrebbe influenzare significativamente la fertilità futura. In tale contesto, il monitoraggio seriato dello spermiogramma è fondamentale per guidare le decisioni cliniche.”
Le tecniche per la correzione del varicocele sono numerose: sclerotizzazione o embolizzazione della vena spermatica retrograda, o anterograda secondo Tauber; legatura della vena spermatica a livello del retroperitoneo, legatura della vene spermatiche a livello del canale inguinale o subinguinale.
“Noi eseguiamo con successo la legatura microchirurgica delle vene spermatiche interne a livello subinguinale”, dice il dott. Antonio Piccione, dirigente di I livello della Clinica Urologica di Genova, diretta dal prof. Carlo Terrone. “I mezzi di ingrandimento sono necessari in quanto servono a distinguere le vene dai linfatici e quindi a prevenire complicanze come l’idrocele; la tecnica viene eseguita in anestesia locale e il soggetto può essere dimesso dopo qualche ora.”















