
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la determina dell’Agenzia Italiana del Farmaco che rende disponibile in regime di rimborsabilità isatuximab, primo anticorpo monoclonale anti-CD38 in combinazione con VRd (bortezomib, lenalidomide e desametasone), standard di cura per il trattamento dei pazienti adulti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non eleggibili al trapianto autologo di cellule staminali. L’approvazione si basa sui risultati dello studio di fase 3 Imroz, che ha evidenziato un vantaggio clinicamente e statisticamente rilevante dell’aggiunta di isatuximab allo standard VRd.
“L’introduzione di isatuximab in combinazione con VRd rappresenta un importante avanzamento nella terapia di prima linea del mieloma multiplo, ed è oggi disponibile anche per i pazienti italiani non elegibili a trapianto autologo”, dichiara il prof. Michele Cavo, Alma Mater di Ematologia, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Bologna. “Nello studio Imroz, la quadrupletta isatuximab-VRd ha infatti consentito di ottenere un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione di malattia e della probabilità di raggiungimento di risposte profonde e durature, con tassi di negativizzazione della malattia minima misurabile quasi raddoppiati rispetto alla terapia standard di confronto. Questi risultati consolidano isatuximab-VRd come nuovo standard di cura per questi pazienti, offrendo nuove prospettive anche in termini di qualità di vita e sottolineando l’importanza dell’impiego di terapie di combinazione altamente efficaci fin dalla prima linea di trattamento.”
MIELOMA MULTIPLO
Il mieloma multiplo è una neoplasia ematologica maligna che colpisce le plasmacellule del midollo osseo, cellule fondamentali per la risposta immunitaria. L’accumulo incontrollato di queste cellule tumorali porta alla produzione di un’unica immunoglobulina anomala (componente monoclonale), con conseguenze che vanno dalle lesioni ossee e le fratture, fino all’anemia, all’insufficienza renale e all’aumentato rischio di infezioni. In Italia, il mieloma multiplo rappresenta circa l’1,6% di tutti i tumori diagnosticati negli uomini e l’1,5% nelle donne, con 5.800 nuovi casi stimati ogni anno. L’età media alla diagnosi è di circa 70 anni e la tendenza epidemiologica mostra un incremento dei casi, rendendo sempre più cruciale trovare nuovi approcci terapeutici.
“Per le persone che convivono con il mieloma multiplo, la qualità di vita e la possibilità di conciliare le cure con la quotidianità rappresentano un aspetto fondamentale”, dichiara Davide Petruzzelli, presidente Lampada di Aladino ETS. “È importante che i pazienti possano contare su percorsi terapeutici sempre più efficaci fin dall’insorgenza della malattia, soprattutto nei casi in cui il trapianto non è attuabile. Crediamo fermamente che l’innovazione terapeutica debba andare di pari passo con l’umanizzazione e la personalizzazione delle cure, e la tutela della dignità del paziente. Necessario passare quindi da una logica di prestazione a una di presa in carico globale, che valorizzi la persona nel suo complesso e che tenga conto delle sue esigenze. Solo così potremo davvero parlare di progresso nel mieloma multiplo, garantendo a tutti non solo trattamenti all’avanguardia, ma anche speranza, vicinanza e qualità di vita.”


















