Iss: “In aumento le infezioni respiratorie acute ARI, che da questa stagione prendono il posto delle sindromi simil-influenzali ILI”

Nella settimana dal 24 al 30 novembre 2025, l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità è stata pari a 10,4 casi per 1.000 assistiti (8,96 nel bollettino precedente), in aumento rispetto alla settimana precedente, come atteso per il periodo. Sono stati stimati circa 585mila nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 3,3milioni di casi. L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 33 casi per 1.000 assistiti. Lo afferma il rapporto della sorveglianza RespiVirNet.

L’intensità è bassa in quasi tutte le Regioni, mentre è a livello basale in Liguria, Molise, provincia di Trento e Umbria. Si ricorda il cambiamento nella definizione di “caso” da ILI ad ARI, che rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni.

Per quanto riguarda la comunità, tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati rispettivamente per virus influenzali, per Rhinovirus e per SARS-CoV-2. Nel dettaglio, durante la settimana sono stati segnalati attraverso il portale RespiVirNet 2.088 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete; dalle analisi effettuate, 423 (20,3%) sono risultati positivi al virus influenzale, di cui 421 di tipo A e 2 influenza B. Nell’ambito dei suddetti campioni analizzati, 83 (4,0%) sono risultati positivi per SARS-CoV-2, 51 (2%) per virus respiratorio sinciziale e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 275 (13,2%) rhinovirus; 69 (3,3%) virus parainfluenzali; 56 (2,7%) adenovirus; 37 coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2; 16 bocavirus; 6 metapneumovirus.

Ad oggi non è stato segnalato nessun campione positivo per influenza di tipo A “non sottotipizzabile” come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari.

LA NUOVA DEFINIZIONE DI “CASO”

La sorveglianza RespiVirNet presenta importanti novità. In particolare, dalla stagione 2025-2026 è stata modificata la definizione di “caso”: non vengono più sorvegliate le sindromi simil-influenzali ILI, ma le infezioni respiratorie acute ARI. Oltre a essere omogenea a quella adottata in Europa dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie ECDC, la definizione clinica di acute respiratory infection permette di monitorare più accuratamente i virus respiratori diversi dall’influenza. Da quest’anno, la sorveglianza prende quindi in considerazione le infezioni respiratorie acute ARI e non le influenza-like illness ILI, adottando una definizione più ampia: le ILI prevedono la coesistenza di 1 sintomo respiratorio (tosse, mal di gola) con 1 sistemico (malessere, dolori muscolari); le ARI si limitano invece alla coesistenza di 1 tra tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, coriza (raffreddore, naso che cola).