
Le evidenze epidemiologiche più recenti sul rapporto tra lavoro a turni notturni e tumori; il cambio di paradigma imposto dall’intelligenza artificiale; la sfida dei reprotossici; la ridefinizione del concetto di “lavoro gravoso”. Questi gli ambiti su cui si misurerà il XXXIX Congresso Nazionale dell’Associazione Nazionale dei Medici d’Azienda e Competenti ANMA, dal titolo Governare gli Strumenti, Tutelare la Salute, in programma a Padova dal 07 al 09 maggio 2026.
Nella mattinata di sabato 09 maggio, la relazione del prof. Francesco Violante su Lavoro a Turni e Tumori: Evidenze Epidemiologiche Recenti ed Indicazioni per il Medico Competente: “Il rapporto tra lavoro notturno e patologie oncologiche è un fronte in cui le evidenze scientifiche si stanno consolidando rapidamente e che chiede al Medico Competente di tradurre la conoscenza epidemiologica in scelte concrete di sorveglianza sanitaria”, dichiara Pietro Antonio Patanè, presidente ANMA. “È uno di quegli argomenti che proprio per la loro contemporaneità rischiano di restare esclusi dalla nostra pratica quotidiana: noi vogliamo riportarli al centro.” La sessione affronterà anche le zoonosi occupazionali, la gestione del lavoratore con epilessia, con un’anteprima della nuova Best Experienced Practice ANMA, allergie e attenzione e il rapporto tra lavoro indoor/outdoor e patologie metaboliche, e ospiterà la sessione poster con la premiazione dei contributi selezionati.
“Ci troviamo in una sede prestigiosa […] per affrontare alcuni temi che ci incalzano, con il taglio pragmatico ma rigoroso che ci contraddistingue”, prosegue Patanè. “Padova, Urbs Picta e sede della Universa Universis Patavina Libertas, è la cornice ideale per un appuntamento che si annuncia denso e di stringente attualità.”
Il congresso si aprirà il pomeriggio di giovedì 07 maggio, con la sessione dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla professione del Medico Competente, dal titolo Certo, Certissimo Anzi Probabile: “Non è stata la moda a indurci ad introdurre questa sessione, ma la consapevolezza che i tempi sono ormai maturi”, afferma Patanè. “L’intelligenza artificiale non è più un orizzonte lontano; è una realtà che sta permeando profondamente la nostra professione e che compie già frequenti incursioni nelle nostre cartelle sanitarie e nei nostri obblighi di legge. Vogliamo capire perché l’AI stia entrando di diritto nella Medicina del Lavoro, leggendola non come una sostituzione della figura umana, bensì come un fondamentale supporto organizzativo e decisionale.” Tra i temi trattati: lo stato dell’arte delle nuove tecnologie in Sanità; gli strumenti già a disposizione del Medico Competente; il quadro normativo; le criticità etiche; le applicazioni pratiche dalla valutazione dei rischi alla diagnostica per immagini.
La mattinata di venerdì 08 maggio sarà dedicata ai reprotossici, ovvero alle sostanze che mettono a rischio la salute riproduttiva degli individui, con una sessione dal titolo Sorveglianza Sanitaria alla Prova, che riprende il dialogo aperto nell’edizione 2025: “Abbiamo voluto riprendere lo stesso tema, con la consapevolezza di doverci dotare di strumenti per la sorveglianza sanitaria e la gestione del rischio, arrivando a proposte efficaci per il Medico Competente”, afferma ancora Patanè. “In un ambito complesso e spesso frammentato è fondamentale fare chiarezza, evitando che una tematica così vasta e sensibile si riduca a un capitolo di una norma.” La sessione affronterà definizioni, valori soglia, effetti sulla salute endocrina e riproduttiva, il confronto con l’Europa e l’inchiesta di malattia professionale.
Nel pomeriggio di venerdì 08, focus sul lavoro gravoso, esplorato in chiave multidimensionale tra biomeccanica, rischio cardiovascolare e salute mentale: “È un ambito centrale per la tutela della salute dei lavoratori che non dispone ancora di una definizione concettuale univoca”, continua Patanè. “Le trasformazioni tecnologiche, organizzative e demografiche hanno generato compiti e ruoli che fino a pochi anni fa non esistevano o non erano percepiti come potenzialmente gravosi. Il lavoro gravoso oggi non può più essere confinato al solo sforzo fisico: va trattato in modo multidisciplinare e integrato, con un linguaggio tecnico ma attento alle istanze pratiche del medico competente.” 3 le direttrici di analisi: il rischio ergonomico da sovraccarico; gli effetti sul sistema cardiovascolare e metabolico; i rischi psicosociali; la cosiddetta “gravosità invisibile” del lavoro mentale.

















