Liste d’attesa, Giuliano (UGL): “Solo 2 Regioni adempienti dopo 2 anni”. 16 le Regioni che migliorano le proprie performance

“Secondo i dati diffusi da Salutequità sullo stato di attuazione della Legge per il contrasto alle liste d’attesa, a quasi 2 anni dall’entrata in vigore della normativa, soltanto 2 Regioni risultano pienamente adempienti nel rispetto dei tempi massimi per le prime visite”, dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale UGL Salute. “Un dato che dimostra come il percorso intrapreso sia ancora lontano dal garantire ai cittadini un accesso uniforme e tempestivo alle cure.”

In verità alcuni segnali incoraggianti esistono. Secondo i dati Agenas, nel primo quadrimestre del 2026 il rispetto dei tempi di garanzia per le visite specialistiche è salito dal 76,1% al 78,7%, mentre per gli esami diagnostici si è passati dall’83% all’84,7%. Sono inoltre 16 le Regioni che hanno migliorato le performance per le prime visite e 15 quelle che hanno registrato progressi negli esami diagnostici. “Ma questi numeri – prosegue Giuliano – non possono far dimenticare la realtà: milioni di cittadini continuano ad attendere prestazioni oltre i tempi previsti e persistono profonde disuguaglianze territoriali. Non possiamo accontentarci. Se solo 2 Amministrazioni regionali rispettano pienamente gli obiettivi fissati dalla legge, significa che il sistema necessita di un deciso cambio di passo. Il diritto alla salute non può essere condizionato dal luogo di residenza e non è accettabile che l’efficienza del Servizio sanitario nazionale continui a viaggiare a velocità diverse.”

Le liste d’attesa si riducono con investimenti strutturali e per questo servono assunzioni, e il pieno riconoscimento economico e professionale di medici, infermieri, operatori socio-sanitari e di tutte le professioni sanitarie: “Occorre rafforzare i sistemi di monitoraggio, garantire la piena trasparenza delle agende di prenotazione e rendere operativi tutti gli strumenti previsti dalla Legge. Governo e Regioni devono lavorare con determinazione per trasformare i primi segnali positivi in risultati concreti e omogenei su tutto il territorio nazionale.”

Secondo i dati di Salutequità, Basilicata e Marche sono le uniche 2 Regioni a rispettare i tempi delle prime visite; soltanto Basilicata e Veneto rientrano invece nei termini fissati per gli esami diagnostici.