
Praticare trattamenti radioterapici in maniera precisa, limitando lo stress per il paziente che si deve sottoporre a più sedute. Questo l’obiettivo che la Radioterapia del Policlinico di Modena, diretta dal prof. Alessio Bruni, ha raggiunto grazie al supporto economico del Panathlon Club International, Sezione di Modena, presieduto da Maria Carafoli, che ha consentito di raggiungere la somma necessaria per l’acquisto di un strumento per tatuaggi temporanei a servizio del Reparto. La presentazione è avvenuta nei giorni scorsi in occasione di una conferenza stampa cui hanno preso parte anche il direttore generale dell’AOU di Modena, ing. Luca Baldino, e l’assessore con Delega ai Lavori Pubblici, Giulio Guerzoni.
L’uso del nuovo tatuatore è volto a migliorare il percorso terapeutico dei pazienti sottoposti a radioterapia, consentendo di praticare tatuaggi temporanei necessari per mantenere la precisione del trattamento nelle diverse sedute. Il trattamento radioterapico prevede infatti segni cutanei per guidare l’allineamento del paziente nei diversi accessi. Fino ad oggi, la procedura impipegava marcature permanenti, talvolta vissute come “segno indelebile” e fonte di disagio psicologico, in particolare per le donne trattate per tumore della mammella o per i pazienti più giovani. Il dispositivo introdotto consente invece la realizzazione di tatuaggi riassorbibili attraverso anche una metodica molto meno invasiva, con una durata massima di circa 2 anni, periodo trascorso il quale la cute torna allo stato naturale senza necessità di interventi ulteriori.
Il sistema prevede l’utilizzo di kit monouso dotati di meccanismi di sicurezza avanzati, riducendo in maniera significativa il rischio di autopuntura e migliorando le condizioni di lavoro del personale sanitario. Un’attenzione particolare è rivolta inoltre alla popolazione pediatrica, per la quale anche una semplice puntura può rappresentare un momento emotivamente difficile. Il macchinario consente di eseguire tatuaggi molto superficiali e quasi indolori, rendendo l’esperienza più tollerabile e facilitando l’adesione al percorso di pianificazione e terapia. “Il sostegno del Panathlon Club Modena non rappresenta un episodio isolato, ma la conferma di un rapporto solido e continuativo con la nostra Azienda Ospedaliera”, dichiara Baldino. “Negli anni abbiamo potuto contare sulla loro sensibilità e sulla capacità di tradurre impegno e visione in progetti concreti: dal supporto alla Neonatologia e alle iniziative che sono in corso proprio in queste settimane, fino al contributo alla Radioterapia nel 2023 con il Progetto Tommy, senza dimenticare le molte iniziative portate avanti nel tempo. Anche oggi con questo nuovo macchinario, Panathlon si dimostra vicino ai nostri pazienti e alle nostre équipe. A loro va il nostro più sincero ringraziamento per aver trasformato un bisogno clinico in una risposta reale, utile e tangibile per la comunità, con un’ottica verso un futuro fatto di innovazione e tecnologie.”
“Grazie al contributo del Panathlon possiamo compiere un passo in più verso una radioterapia più moderna, accurata e rispettosa della sensibilità dei nostri pazienti, siano essi adulti che pediatrici”, afferma Bruni. “L’utilizzo di questo macchinario infatti, grazie alla possibilità di eseguire tatuaggi riassorbibili, permette anche un ulteriore progresso verso una radioterapia non solo dedicata alla cura della patologia tumorale, ma sempre più attenta alla sensibilità dei nostri pazienti all’interno di un percorso terapeutico talvolta lungo che necessita di una stretta collaborazione e ‘comprensione umana’ tra personale sanitario e malati.”
“Ringrazio il prof. Bruni e tutto il personale della Radioterapia, per il lavoro che svolgono quotidianamente, e per come lo svolgono, con passione autentica e attenzione massima verso i pazienti e le loro esigenze”, dichiara Carafoli. “Questo progetto è frutto di un incontro richiesto dal prof. Bruni il 13 aprile e che noi abbiamo presentato a soci ed amici il 13 giugno, completandolo il 27 novembre. Ringrazio di cuore tutto coloro che hanno reso possibile questo risultato straordinario. Come in questo caso, sostenere realtà del territorio ci consente di stringere e consolidare nel tempo collaborazioni che vogliono portare beneficio al maggior numero di persone, rendendo concreti i valori che promuoviamo come club, primo tra tutti quelli della solidarietà.”
“Come Amministrazione comunale ci teniamo a ringraziare il Panathlon Club Modena e la sua presidente Maria Carafoli per l’impegno, la determinazione e la sensibilità dimostrati nel portare a compimento questo progetto”, dichiara Guerzoni. “Il loro contributo arricchisce l’intera Città, rafforzando un modello di collaborazione virtuosa tra associazionismo, istituzioni e sistema sanitario, che rappresenta una delle più grandi ricchezze del nostro territorio. Ancora una volta Modena dimostra la sua straordinaria capacità di fare rete attorno ai bisogni più concreti delle persone.”

















