
L’intervento di separazione delle gemelline siamesi, provenienti dal Senegal, è stato eseguito dall’équipe medica della Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza. Il lungo e delicato processo è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa, alla presenza dell’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, e del personale sanitario coinvolto: “Regione Lombardia vanta un organico di Medici, Infermieri ed esperti di tutte le professioni sanitarie estremamente motivati, che danno l’anima ogni giorno per coloro che hanno bisogno di aiuto. La vicenda di questo delicato intervento ne è l’esempio. Un esempio di cui essere grati”, dichiara Bertolaso.
La famiglia desiderava poter donare alle 2 piccole, unite da una fusione cranio-encefalica, un destino diverso. La loro condizione si presentava tra le più rare e complesse mai documentate (1 caso ogni 2,5milioni di nascite): ossa, tessuti cerebrali e vasi sanguigni erano intrecciati in un’unica struttura. Allo studio del loro caso hanno collaborato anche gli specialisti dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano. Nel luglio 2024, un volo dell’Aeronautica Militare le aveva portate dal Senegal a Milano, dove un trasferimento coordinato dall’Agenzia Regionale Emergenza-Urgenza della Lombardia AREU le aveva condotte a Monza; ad accoglierle, un’équipe che da mesi studiava il caso grazie alla collaborazione tra Smile House Fondazione ETS e World Craniofacial Foundation, percorso poi reso possibile grazie al finanziamento di Mouhamad Rassoul Dieng, presidente e fondatore della Fondazione Mouhamad Rassoul Dieng.
Un audit internazionale aveva indicato il San Gerardo per poter procedere all’intervento. Le competenze neurochirurgiche e craniofacciali pediatriche del personale sanitario e la loro capacità di lavorare in rete avevano definito “possibile” un intervento di separazione di assoluta difficoltà e rischio. Le condizioni delle bambine erano profondamente diverse: la gemellina più fragile presentava una compromissione multiorgano severa, ed era divenuta dipendente dalla sorella per la funzione cardiocircolatoria. Per circa 40 ore, neurochirurghi, chirurghi craniofacciali, chirurghi plastici, anestesisti, rianimatori, cardiologi pediatrici, neuroradiologi e infermieri hanno lavorato notte e giorno senza sosta. Purtroppo, durante la fase più delicata il piccolo cuore non ha retto alla separazione vascolare. La terribile perdita ha motivato ancora di più i professionisti a salvare l’altra gemellina. Superato l’intervento, la piccola si appresta ora ad affrontare un futuro prima nemmeno contemplabile: la riabilitazione, appena iniziata presso l’IRCCS Eugenio Medea di Bosisio Parini (LC), la accompagna in un primo importante traguardo, ovvero non essere più costretta all’immobilità e poter anzi iniziare a muoversi, giocare e crescere.
















