Napoli, epatite A: “Salgono a 53 i ricoverati al Cotugno, ma senza aspetti di criticità”. I consigli degli esperti regionali della DG Salute

Sale a 53 il numero di persone affetto da epatite A e ricoverate al Cotugno di Napoli. Le condizioni cliniche delle persone ospedalizzate non presentano al momento aspetti di criticità. Fino alle 16:30 di ieri erano solo 3 i nuovi casi, in diminuzione rispetto ai giorni precedenti. Al momento viene escluso possa trattarsi di una nuova epidemia. La Regione, attraverso la DG Salute, Settore Prevenzione Collettiva, Sanità Pubblica e Veterinaria, ha progressivamente rafforzato le misure necessarie a contenere l’attuale incremento dei casi di epatite A: sorveglianza epidemiologica; gestione tempestiva dei casi e dei contatti; controlli ufficiali sulla filiera alimentare; approfondimenti molecolari; potenziamento dell’offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti-HAV per le persone più a rischio o fragili. L’azione, sottolinea la Regione, si fonda su evidenze tecniche convergenti: le indagini epidemiologiche e di laboratorio, i campionamenti sui molluschi bivalvi, il monitoraggio ambientale e gli approfondimenti condotti con il supporto della rete tecnico-scientifica.

POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA VACCINALE

In questa fase, la Regione ha disposto anche il potenziamento e l’ampliamento dell’offerta vaccinale gratuita anti-epatite A, per i soggetti più a rischio: personale sanitario e sociosanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e popolazione pediatrica in relazione al rischio epidemiologico e di esposizione. Resta garantita inoltre l’offerta vaccinale gratuita alle persone che sono state a contatto con i soggetti infetti. Tale ampliamento gratuito, garantito con fondi regionali, consente alle Aziende Sanitarie di attivare e rafforzare rapidamente l’offerta su tutto il territorio.

MONITORAGGIO EPIDEMIOLOGICO

La Regione informa che continuerà a monitorare costantemente l’andamento epidemiologico e l’efficacia delle misure adottate, mantenendo elevato il livello di attenzione lungo tutta la filiera e nei contesti a maggiore rischio, con l’obiettivo di proteggere la popolazione e garantire una risposta uniforme, rigorosa e tempestiva su tutto il territorio campano.

INCUBAZIONE DEL VIRUS E SINTOMI EPATITE A

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV. Si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni. I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l’infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti.

TRASMISSIONE DEL VIRUS

Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate; per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato.

ATTENZIONE AI MOLLUSCHI

Va evitato il consumo di molluschi crudi o appena scottati. Per cozze, vongole e altri molluschi bivalvi, la sola apertura delle valve non deve essere considerata una garanzia sufficiente di sicurezza: la cottura deve proseguire fino a quando il prodotto risulta ben cotto in modo uniforme. In altre parole, non vanno consumati molluschi “appena aperti”, tiepidi o solo parzialmente cotti. È inoltre fondamentale acquistare soltanto da rivenditori autorizzati, verificando etichettatura, provenienza e corrette modalità di conservazione, ed evitare in modo assoluto prodotti di dubbia provenienza o venduti fuori dai canali ufficiali.

FRUTTI DI BOSCO E SURGELATI

Per i frutti di bosco occorre distinguere tra freschi e surgelati: quelli freschi vanno lavati accuratamente sotto acqua corrente potabile subito prima del consumo, quelli congelati o surgelati, invece, devono essere consumati solo dopo cottura (la raccomandazione riportata dall’Istituto Superiore di Sanità è di portarli a ebollizione a 100 °C per almeno 2 minuti. Non devono quindi essere usati crudi per guarnire dolci, yogurt, semifreddi o macedonie).

I CONSIGLI

Ecco dunque le buone pratiche da seguire ogni giorno:

  • “Lavare accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare, prima di mangiare, dopo l’uso del bagno, dopo il cambio del pannolino e dopo aver assistito una persona malata;
  • Separare alimenti crudi e cotti, usando utensili e taglieri diversi oppure lavandoli accuratamente tra un uso e l’altro;
  • Pulire e sanificare piani di lavoro, coltelli, lavelli e superfici dopo la manipolazione di alimenti crudi;
  • Lavare bene frutta e verdura da consumare crude sotto acqua corrente;
  • Bere solo acqua sicura e non utilizzare acqua di provenienza non controllata per bere, lavare alimenti o preparare ghiaccio;
  • Non preparare cibo per altre persone se si hanno sintomi compatibili con epatite o disturbi gastrointestinali, fino a valutazione medica;
  • Rivolgersi al Medico in presenza di sintomi come nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o colorazione gialla della pelle e degli occhi.”

DECORSO

Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può essere più impegnativo negli adulti più anziani e nelle persone con patologie epatiche preesistenti. Informazione corretta, diagnosi precoce, igiene accurata e comportamenti alimentari prudenti sono gli strumenti più efficaci per contenere la diffusione dell’infezione.