
Un nuovo studio pubblicato su MDPI Applied Sciences, condotto dal team Ricerca e Innovazione di ELT Group e della controllata E4Life, in collaborazione con il Dipartimento Energia del Politecnico di Torino, ha dimostrato l’efficacia della tecnologia e4shield nel ridurre il rischio di contaminazione da virus respiratori tramite l’impiego di onde elettromagnetiche in uno scenario reale. Lo studio è stato condotto attraverso simulazioni multifisiche, fluidodinamiche e elettromagnetiche in scenari reali, con particolare attenzione agli ambienti di ufficio. Il gruppo, guidato dal prof. Marco Simonetti, associato di Fisica Tecnica Ambientale, ha ricreato al computer l’atto respiratorio di un soggetto affetto da Covid-19 in un ambiente chiuso, nella fattispecie un ufficio. Nella simulazione le particelle virali aerosolizzate si muovono nell’ambiente in maniera modellizzata. È stata quindi simulata l’attività della tecnologia e4shiled, il cui campo elettromagnetico ha determinato una riduzione della carica virale nell’ambiente, e di conseguenza del rischio di contaminazione tra individui. I risultati, spiegano i ricercatori, suggeriscono potenziali applicazioni e ulteriori studi in altri scenari quotidiani.
L’obiettivo è impiegare e ottimizzare i dispositivi e4life che impiegano la tecnologia e4shield anche come strumento di prevenzione e controllo della trasmissione di patogeni infettivi, inclusi gli eventi epidemici, mediante un approccio one health. Già lo scorso gennaio, un articolo pubblicato su Nature Scientific Reports aveva rilevato l’efficacia delle onde elettromagnetiche nell’inattivazione del virus in aerosol ad alta patogenicità A H5N1, responsabile dell’influenza aviaria, grazie a una opportuna combinazione di frequenza, tempo di esposizione e intensità minima di campo elettrico. La tecnologia figura anche nel report della Commissione Europea Suppressing Indoor Pathogen Transmission: A Technology Foresight Study, del Joint Research Centre JRC, ed è inclusa tra gli approcci che in futuro potranno contribuire a garantire un incremento della qualità dell’aria negli ambienti indoor. L’impiego delle onde per l’inattivazione dei virus è stata di recente inserita nelle prassi di riferimento UNI/PdR 173-1:2025.
















