
L’insoddisfazione per le dimensioni del pene è conosciuta come “sindrome da spogliatoio” e si verifica durante le prime attività sportive, in particolare durante la doccia. Non si tratta di un disturbo frequentissimo, ma nemmeno molto raro. Spesso non si tratta nemmeno di un disturbo vero e proprio: attraverso una “sbirciatina”, si valutano le dimensioni del pene, e più in generale l’immagine corporea degli altri maschi. Inizialmente ci si affida al web per cercare la risposta ai propri dubbi, ma spesso le informazioni non aiutano, anzi confondono, e questo causa isolamento e perfino rifiuto a continuare l’attività sportiva; altre volte si preferisce fare la doccia a casa, ma anche a livello familiare si diventa più taciturni e si inizia a trascorrere più tempo in camera propria, rinunciando anche alle uscite serali il fine settimana, finché non ci si confida con uno dei genitori, generalmente la madre, in quanto il padre viene spesso identificato a sua volta con il problema. Nella maggior parte di casi, occorre solo una “soddisfacente rassicurazione”, fornendo loro i dati dalla Letteratura scientifica sulle dimensioni reali del pene, senza però mai banalizzare; altre volte invece è necessario far capire che il disturbo non dipende dalle dimensione del pene, che sono normali, ma dall’aumento del grasso sovrapubico che, in caso di aumento di peso, tende a “nascondere” l’organo genitale. Rarissimamente, gli interventi di falloplastica hanno soddisfatto il giovane paziente, motivo per cui oggi vengono quasi sempre sconsigliati.
Raro, ma non rarissimo, anche l’aumento delle mammelle nell’adolescente. Spesso è il grasso, e quindi l’eccesso di peso, a determinare la pseudoginecomastia; altre volte è presente una vera e propria ipertrofia della ghiandola mammaria (ginecomastia). Indagate eventuali patologie endocrine o tumorali, l’intervento chirurgico consente comunque di risolvere il problema.

















