
Oltre 2mila nuove diagnosi ogni anno in Italia, con un’incidenza di 3-4 casi ogni 100mila persone. Sono i numeri della leucemia mieloide acuta, tumore del sangue caratterizzato da una rapida progressione che colpisce le cellule immature del midollo osseo, normalmente destinate a diventare globuli bianchi, eritrociti o piastrine. A causa dell’aggressività della patologia, oggi la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è solo del 17%. Daiichi Sankyo Italia ha annunciato la disponibilità nel nostro Paese di quizartinib, trattamento innovativo destinato ai pazienti adulti di nuova diagnosi affetti da leucemia mieloide acuta FLT3-ITD-positiva (mutazione del gene FLT3 presente nel 25-30% di tutti i casi di LMA che promuove la crescita neoplastica e aumenta il rischio di recidiva). Questa categoria di persone avrà a disposizione il nuovo farmaco, somministrato per via orale in associazione a chemioterapia di induzione standard e chemioterapia di consolidamento standard. Quizartinib verrà usato anche come monoterapia di mantenimento e la sua rimborsabilità, approvata alla fine dello scorso ottobre, riguarderà tutte e 3 le fasi di applicazione.
“Il nuovo farmaco inibisce la tirosin-chinasi del recettore FLT3 che agisce selettivamente sulle mutazioni FLT3-ITD e verrà somministrato ai pazienti di nuova diagnosi eleggibili a chemioterapia ad alte dosi”, dichiara Adriano Venditti, docente di Ematologia all’Università Tor Vergata di Roma. “Il vantaggio di questa terapia sta nel fatto che viene somministrata per bocca, una nota di comfort importante per il paziente. Inoltre potrà essere usato come farmaco di mantenimento sia nei pazienti che sono stati sottoposti a trapianto di staminali sia in quelli che invece non hanno subito l’intervento.”
INCIDENZA LMA
In Italia e in Europa, l’età media dei pazienti colpiti da leucemia mieloide acuta oscilla tra i 68 e i 70 anni. Le cause dietro allo sviluppo della patologia sono sconosciute nella maggior parte dei casi, ma il rischio aumenta in presenza di fattori come vecchiaia, sesso e esposizione a sostanze chimiche. Tra i sintomi più comuni che portano poi a una diagnosi di LMA figurano stanchezza, ematomi, debolezza generale e sanguinamento. L’insufficienza midollare predispone a infezioni e provoca anche anemia.














