L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune caratterizzata dall’infiammazione e dal progressivo danno articolare. Può colpire a ogni età e interessa in particolar modo le donne (3 volte più frequentemente degli uomini). In Italia, la prevalenza è stimata essere dello 0,48% nella popolazione over 18f, equivalente a circa 240mila casi; l’incidenza aumenta con l’età. Spesso i pazienti presentano patologie concomitanti che possono aggravare il quadro clinico e complicare il trattamento. Le più importanti sono le malattie cardio-vascolari, le infezioni e le condizioni relative alla sfera psicologica.
L’AR ha un notevole impatto sociale in quanto determina una progressiva distruzione e perdita di funzionalità delle articolazioni provocando deformità articolare, limitazioni funzionali e invalidità. L’accesso a una diagnosi corretta e alle terapie mirate è ancora lungo e farraginoso: in Italia intercorrono mediamente 4 anni prima di una corretta diagnosi.
I SINTOMI
Il dolore articolare interessa le articolazioni di mani e piedi che, infiammandosi, provocano rigidità, tumefazioni e ovviamente dolore, andando incontro a processi di calcificazione che compromettono in maniera irreversibile la mobilità e la funzionalità degli arti. I valori della PCR aumentano. Questi sintomi variano durante il giorno accentuandosi maggiormente durante le prime ore del mattino. Tra le manifestazioni più frequenti della condizione quindi, si hanno:
- Rigidità articolare;
- Dolore articolare;
- Deformità delle articolazioni, in particolare delle estremità (mani e piedi);
- Tumefazione e edema delle articolazioni;
- Dimagrimento, presente in alcuni casi come conseguenza del processo infiammatorio interno;
- Noduli reumatoidi, tipici della condizione, superficiali o profondi, che si possono formare anche a livello polmonare (il coinvolgimento di vari organi e apparati è dovuto alla natura sistemica della malattia); possono subentrare, complicando il quadro (fibrosi polmonare, pleurite e pleuropericardite).