
Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele ha sviluppato e testato in modelli preclinici un’innovativa immunoterapia cellulare per il trattamento delle metastasi epatiche del tumore al colon-retto. Lo studio, pubblicato su Science Translational Medicine e coordinato dalla dott.ssa Monica Casucci, responsabile del Laboratorio di Ricerca Immunoterapie Innovative dell’IRCCS, apre la strada a nuove speranze terapeutiche grazie a cellule CAR-T progettate per colpire selettivamente il tumore.
IMMUNOTERAPIA E TUMORI SOLIDI
La ricerca si inserisce nel contesto dell’immunoterapia dei tumori solidi, in particolare delle metastasi epatiche da tumore del colon-retto, che rappresentano la prima causa di morte nei pazienti con questa patologia. Le attuali terapie, come la chirurgia o la chemioterapia, non sono risolutive nella maggior parte dei casi, e la sopravvivenza a 5 anni rimane bassa. Le terapie con cellule CAR-T hanno mostrato grande efficacia nel trattare i tumori del sangue, ma risultati ancora limitati nei tumori solidi, principalmente a causa della mancanza di bersagli tumorali sicuri ed efficaci.
LO STUDIO
I ricercatori hanno sviluppato una nuova terapia sperimentale basata su cellule immunitarie modificate, chiamate CAR-T, ingegnerizzate per riconoscere una proteina chiamata caderina-17 (CDH17), presente in grandi quantità sulle cellule tumorali e non accessibile nei tessuti sani. Gli esperimenti condotti su modelli preclinici rilevanti hanno dimostrato che le cellule CAR-T ingegnerizzate per riconoscere l’antigene CDH17 riescono a bloccare efficacemente la crescita del tumore senza danneggiare i tessuti normali. “Alla base di questo studio ci siamo chiesti: ‘Esiste un bersaglio adatto per lo sviluppo di una terapia CAR-T efficace e sicura per trattare metastasi epatiche del cancro del colon-retto?’”, spiega la dott.ssa Beatrice Greco, prima autrice dello studio. “Abbiamo quindi cercato e identificato una proteina altamente espressa dalle cellule tumorali, ma assente o non accessibile nei tessuti sani.”
“Una volta identificato il bersaglio, abbiamo sviluppato cellule CAR-T specifiche e ne abbiamo testato il profilo di efficacia e sicurezza in molteplici modelli preclinici”, aggiunge la dott.ssa Rita El Khoury, co-prima autrice dello studio. Le cellule CAR-T sono state testate anche su tessuti derivati da pazienti, dove è stato osservato come attacchino il tumore ma non il tessuto sano. Lo studio è stato reso possibile grazie ai campioni provenienti dal tessuto tumorale e sano dei pazienti che si sono messi a disposizione della ricerca scientifica partecipando al progetto. Fondamentale è stata anche la presenza, presso il San Raffaele, di un Centro di Risorse Biologiche, una biobanca di eccellenza che raccoglie, conserva e distribuisce campioni biologici umani e dati associati per supportare la ricerca clinica traslazionale. Garantisce standard elevati di qualità, sicurezza ed etica, partecipando anche a reti internazionali come BBMRI-ERIC.
“Il nostro lavoro risponde a un’esigenza clinica urgente: trattare in modo efficace e sicuro le metastasi epatiche del cancro al colon-retto, per le quali oggi le opzioni terapeutiche sono limitate”, dichiara Monica Casucci, coordinatrice dello studio. “Il prossimo passo riguarderà una sperimentazione clinica di fase 1-2 per valutare la sicurezza e l’efficacia della terapia su questi pazienti. Questi risultati potrebbero aprire nuove prospettive terapeutiche anche per altri tumori che esprimono la caderina-17, come il tumore dello stomaco e i tumori neuroendocrini.”
“Siamo felici del percorso fatto fino ad oggi, che testimonia l’impegno e lo sforzo dei Ricercatori e Medici nel trasformare i risultati di laboratorio in cure tangibili per tutti i pazienti”, afferma la prof.ssa Chiara Bonini, coordinatrice del programma, responsabile dell’Unità di Ematologia Sperimentale e Ordinario di Ematologia all’Università Vita-Salute San Raffaele.
“La traslazionalità è da sempre la caratteristica che contraddistingue il San Raffaele: mettere a disposizione dei pazienti oncologici competenze cliniche e di ricerca di elevata qualità specialistica e contribuire al progresso della conoscenza scientifica e alla sua applicazione nella pratica quotidiana”, dichiara il prof. Fabio Ciceri, direttore del Comprehensive Cancer Center, primario di Ematologia e Trapianto di Midollo osseo dell’IRCCS Ospedale San Raffale e ordinario di Ematologia all’Università Vita-Salute San Raffaele.
Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale che coinvolge, oltre a diverse unità interne dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, l’Institut Cochin presso l’Université Paris-Cité e il sostegno di enti finanziatori quali Fondazione AIRC, Ministero della Salute e dell’Istruzione, Università e Ricerca, European Research Council e Innovative Medicines Initiative.















