Le terapie ormonali contro il cancro della prostata

Ad oggi esistono numerosi farmaci che possono essere utilizzati contro il tumore della prostata metastatizzato, cioè quando il tumore è al di fuori della ghiandola. Ma la loro somministrazione viene anche consigliata contemporaneamente alla radioterapia e, anche se più raramente, dopo intervento chirurgico. In ogni caso, la decisione rispetto a quando iniziare a somministrare 1 o più di questi farmaci, e la scelta della tipologia del farmaco, spetta agli specialisti Urologi e/o Oncologi che tenderanno, il più possibile, di personalizzare la terapia in base alle caratteristiche specifiche del tumore, alla sua aggressività e alla sua estensione.

I farmaci contro il tumore della prostata sono gli antiandrogeni, gli agonisti dell’LHRH, gli antagonisti LHRH o antagonisti del GnRH.

ANTIANDROGENI

Gli antiandrogeni sono farmaci che bloccano l’azione del testosterone, l’ormone sessuale maschile, andando ad occupare i recettori dello stesso testosterone, inibendo così la crescita del tumore. Questi farmaci possono essere utilizzati da soli o in associazione agli agonisti dell’LHRH per potenziarne l’azione (blocco androgenico totale).

BICALUTAMIDE

Questo farmaco è in commercio da molti anni, e probabilmente è quello più utilizzato. Si assume per bocca 1 sola volta al giorno, alla dose di 50 mg al giorno in associazione agli agonisti LHRH nel 1° mese di trattamento, per ridurre i fenomeni di flare-up; oppure anche da solo, alla dose di 150 mg al giorno.

ABIRATERONE ACETATO

Si tratta di un inibitore selettivo di biosintesi degli androgeni che blocca potentemente il CYP17, un enzima chiave nella sintesi di testosterone da parte di ghiandole surrenali, testicoli e cellule tumorali. Viene utilizzato sempre in combinazione con uno steroide (prednisone o prednisolone) per ridurre gli effetti collaterali quali ipertensione, ritenzione idrica o ipopotassiemia. Si assume lontano dai pasti.

ENZALUTAMIDE

È un farmaco di nuova generazione che blocca in maniera potente il recettore degli androgeni da cui dipende in gran parte la crescita tumorale. L’enzalutamide si assume per via orale, in capsule molli.

APALUTAMIDE

È un potente inibitore selettivo del recettore per gli androgeni di nuova generazione. Agisce in 3 modi diversi: impedisce il legame degli androgeni con il loro recettore; blocca l’ingresso del recettore degli androgeni nelle cellule tumorali; ostacola l’associazione tra il recettore degli androgeni e il DNA della cellula tumorale. Si assume in compresse. Gli effetti collaterali più frequenti sono stanchezza, eruzioni cutanee, ipertensione e vampate di calore.

FARMACI AGONISTI DELL’LHRH

I farmaci agonisti dell’LHRH, come leuprorelina, triptorelina e goserelin, bloccano la produzione dell’ormone luteinizzante LH, ormone con il quale l’ipofisi stimola l’attività delle ovaie e dei testicoli. In genere gli agonisti dell’LHRH si somministrano con iniezione sottocutanea o intramuscolare. Nelle prime settimane di trattamento questi farmaci possono scatenare flare-up e altri disturbi, quali dolori in caso di metastasi ossee, per cui sono preceduti, almeno per 4 settimane, dalla somministrazione di antiandrogeni, che permettono di neutralizzare gli effetti paradossali causati dall’aumento, anche se transitorio, dei livelli di testosterone.

ANTAGONISTI LHRH O ANTAGONISTI DEL GNRH

Gli antagonisti del GnRH inibiscono direttamente l’LHRH a livello ipofisario attraverso un meccanismo di tipo competitivo e bloccano la secrezione di LH e FSH senza determinare effetti agonisti, consentendo pertanto di evitare il fenomeno del flare-up. Un esempio è il degarelix.