
La Dieta Senza Glutine: dagli Aspetti Nutrizionali alla Clinica è il titolo del XIII Convegno Annuale dell’Associazione Italiana Celiachia AIC 2025, appena conclusosi a Milano per presentare le più recenti ricerche sulla dieta senza glutine, sui sistemi che monitorano il rispetto della dieta, la normativa nazionale e europea sulle etichette, metodi di analisi del glutine e gli aspetti nutrizionali degli alimenti senza glutine. Obiettivo del Board Scientifico di AIC è tradurre i contenuti del Convegno in un Documento Programmatico sulla dieta senza glutine fruibile e pensato specificatamente per i pazienti celiaci, per offrire loro consigli e indicazioni pratiche volte a migliorarne la qualità di vita. Il Convegno, finanziato grazie ai fondi del 5 x mille, ha riunito i Specialisti, esperti e altre professioni sanitarie, come Dietisti e Biologi. “Sappiamo che nonostante la dieta senza glutine sia l’unico trattamento al momento disponibile per la celiachia, la sua implementazione non è sempre facile”, dichiara il dott. Marco Silano, direttore scientifico del Convegno, direttore del Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Endocrino-Metaboliche e Invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità e coordinatore del Board Scientifico di AIC. “I pazienti celiaci affrontano problematiche legate a contaminazioni, aderenza alla dieta, bilanciamento e varietà nutrizionale, costi, e infine falsi miti e disinformazione. Con il XIII Convegno Annuale di AIC, vogliamo ricordare ai colleghi Medici l’importanza di continuare a parlare e aggiornarsi sulla dieta senza glutine perché il nostro obiettivo primario è la tutela della salute delle persone celiache.”
Dopo i saluti istituzionali, il Convegno si è aperto con l’intervento Definizione di Dieta Senza Glutine, della prof.ssa Renata Auricchio, pediatra del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali all’Università degli Studi Federico II di Napoli, che ha presentato il Documento della società scientifica ESPGHAN, che per primo fornisce una definizione di “dieta senza glutine”, una panoramica delle normative per definire il l’espressione “senza glutine” e le raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche per supportare l’aderenza dietetica.
L’intervento Aspetti Nutrizionali degli Alimenti Senza Glutine, della prof.ssa Nicoletta Pellegrini, del Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali all’Università di Udine, ha presentato i risultati di uno studio che dimostra che quando la dieta senza glutine segua le Linee Guida per una sana alimentazione, risulta del tutto adeguata a una dieta con glutine. Lo studio conferma come gli alimenti debbano essere scelti secondo un criterio nutrizionale, ribadendo la necessità di indirizzare i pazienti celiaci verso una scelta più consapevole degli alimenti.
Monitoraggio della Compliance alla Dieta Senza Glutine è il titolo l’intervento della prof.ssa Elena Lionetti, pediatra all’Università Politecnica delle Marche, dedicato all’aderenza alla dieta senza glutine che, ancora oggi, ha percentuali variabili comprese tra il 40 e il 96%. Studi recenti mostrano una correlazione positiva tra aderenza rigorosa e migliore qualità di vita, suggerendo che l’educazione continua, il follow-up multidisciplinare e il supporto psicologico siano essenziali per una gestione ottimale del paziente celiaco.
Nel corso dell’intervento Significato Clinico delle Piccole Dosi di Glutine, il prof. Carlo Catassi, pediatra dell’Università Politecnica delle Marche, ha affrontato il limite di tolleranza delle tracce di glutine nei prodotti alimentari, in particolare in quelli etichettati come gluten-free. Studi recenti preliminari indicano che una quantità di glutine infinitesima (pari a 3 mg) può causare l’aumento di alcuni marcatori di infiammazione: se confermati, si dovrà rivedere l’attuale soglia di tolleranza di 20 mg/Kg (ppm) di glutine che, comunque, non comporta rischi per i pazienti celiaci.
La sessione Aggiornamento sullo Screening di Celiachia e Diabete di Tipo 1, di cui alla Legge 130/2023, della dott.ssa Olimpia Vincentini, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità, dopo un excursus sul successo dello studio pilota D1ce Screen, ha illustrato i prossimi passi per l’attuazione della Legge che includono l’implementazione del programma di screening in ulteriori Regioni, il perfezionamento delle strategie di screening mirate per età e l’integrazione del follow-up a lungo termine per monitorare gli esiti di salute e ottimizzare gli interventi precoci.
Con la presentazione Metodologie di Analisi del Glutine, il dott. Gianfranco Mamone, ricercatore dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione, Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha approfondito il tema delle contaminazioni accidentali che possono verificarsi in fase di produzione, trasporto e confezionamento dei prodotti gluten-free, sottolineando come la scienza analitica si comporti oggi come una sorta di “detective molecolare”, in grado di offrire una completa e accurata visione della presenza del glutine, anche in quantità infinitesimali o in matrici complesse, e garantire così la sicurezza per le persone celiache.
Caterina Pilo, direttrice generale di AIC, ha richiamato l’attenzione sul punto di vista dei pazienti, ricordando quanto sia importante che ogni aggiornamento scientifico si traduca in azioni e progetti che abbiano una ricaduta concreta nel migliorare la qualità della vita delle persone celiache.
Il dott. Marco Silano, nel proprio intervento La Scienza alla Base degli Aspetti Normativi, si infine è concentrato sul percorso che ha portato alla definizione del contenuto massimo di 20 mg/kg (20 ppm) di glutine negli alimenti etichettati “senza glutine”, risultato di “un equilibrio complesso tra evidenze scientifiche, tutela della salute pubblica e la sostenibilità di tecnologie alimentari industriali”. La regolamentazione, dai primi atti normativi in Italia all’inizio degli anni 2000 fino al Regolamento UE di Attuazione 828/2014, si è quindi evoluta di pari passo all’avanzamento della conoscenza in questi campi.
“Il tema della terapia senza glutine, in tutti suoi aspetti, sociali, normativi, di sicurezza e qualità degli alimenti, è tra i più seguiti e attrattivi per i pazienti e per le famiglie, perché ha un grande impatto nella quotidianità e sulla qualità della vita dei celiaci”, dichiara Rossella Valmarana, presidente di AIC. “È per questo motivo che, per il primo anno, abbiamo pensato di tradurre in chiave divulgativa, e quindi con parole semplici e comprensibili a tutti, i contenuti scientifici emersi nel corso del Convegno, attraverso un incontro online – il 19 novembre sui canali social di AIC – dedicato proprio alle famiglie.”
Presenti anche: l’on. Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati; le senn. Maria Cristina Cantù e Elena Murelli, rappresentanti dell’Intergruppo Parlamentare Malattia Celiaca; Floris van Overveld, presidente dell’Association of European Coeliac Societies AOECS.
















