
“Abbiamo costruito un programma congressuale capace di coniugare innovazione, qualità, e multidisciplinarietà, rispondendo alle esigenze di una comunità scientifica in continua evoluzione.” Con queste parole il dott. Carlo Introini, direttore dell’Urologia dell’Ospedale Galliera di Genova e presidente degli Urologi Ospedalieri AURO ha aperto il XXXIII Congresso Nazionale 2026, ai Magazzini del Cotone di Genova, cui partecipano circa 800 persone. Un congresso che, già nella prima giornata, si è rivelato particolarmente interessante soprattutto per quanto riguarda la tecnologia mininvasiva per il trattamento della calcolosi urinaria, argomento che verrà affrontato anche nella giornata odierna e di cui diamo un’anticipazione.
Recenti dati confermano una prevalenza di calcolosi renale compresa tra il 6,8% e il 10,1% della popolazione, con recidive che si verificano tra il 30-50% dei casi entro 5-10 anni dal primo episodio. La rimozione dei calcoli ureterali avviene principalmente tramite tecniche mininvasive. L’ureteroscopia URS, rigida o flessibile, è la procedura d’elezione per raggiungere questo scopo: con uno strumento si risale dall’uretra verso vescica e da qui nell’uretere dx o sn, fino al calcolo. Se questo è delle dimensioni di qualche millimetro, può essere afferrato e asportato con una particolare strumento (cestello); se più grosso, sarà necessario frantumarlo con laser (ureterolitotrissia) e rimuoverlo.
Particolarmente interessante risulta la rimozione dei calcoli renali: “Per calcoli superiori al cm o per più calcoli può essere utilizzata la tecnica RIRS (retrograde intrarenal surgery)”, dice il dott. Carlo Introini. “Si tratta di una procedura endoscopica mini-invasiva per rimuovere calcoli renali senza incisioni cutanee. La metodica sfrutta un sottile ureterorenoscopio flessibile inserito dall’uretra-vescica-uretere e rene per frantumare i calcoli con laser, offrendo rapido recupero, minor sanguinamento e assenza di dolore post-operatorio.”
“Per i calcoli più grossi che possono interessare anche diverse zone del rene, come calici e pelvi, è necessario utilizzare la tecnica percutanea, cioè operare attraverso un foro che, dalla regione lombare, dx o sn, consente di arrivare al rene e lì, frantumare con il laser e asportare i piccoli frammenti”, spiega ancora Introini. “La seconda giornata entrerà nel vivo con sessioni sul tumore del rene, patologia testicolare e neoplasia vescicale, con il coinvolgimento anche dello Young Urological National Group, mentre la giornata di sabato sarà dedicata alla chirurgia semi-live con procedure su rene, vescica, prostata e IPB commentate in tempo reale dagli esperti.”















